Principio
Nella maggior parte dei processi industriali di combustione si impiega l’aria quale agente ossidante.
L’aria contiene azoto ed argon, oltre all’ossigeno, che è presente solo al 21 %. La presenza degli altri gas ha effetto diluente e diminuisce la temperatura di fiamma, oltre ad a diminuire l’efficienza termica della combustione, poiché il calore perso insieme ai fumi è una quota importante del calore di combustione.
L’ossicombustione può essere usata per ottenere più obbiettivi; la loro importanza dipende dal processo e dal rapporto di ossigenazione:
• Migliorare il rendimento termico
• Migliorare il trasferimento di calore
• Migliorare le caratteristiche della fiamma
• Ridurre il volume dei fumi.
Soluzioni per ossicombustione
Indipendentemente dal processo a cui l’ossicombustione viene applicata, l’ossigeno può essere impiegato adottando una delle tre principali modalità di uso, ottimizzandola nello specifico alle esigenze del processo:
• Arricchimento dell’aria di combustione:
L’ossigeno è immesso nell’aria di combustione prima che raggiunga l’ambiente ove avviene la combuatione.
• Arricchimento locale con lance:
L’ossigeno è iniettato con lance all’interno della camera di combustione, per migliorare il trasferimento di calore al prodotto
• Bruciatori ossi-combustibile:
Si impiegano bruciatori che impiegano, come agente ossidante, l’ossigeno puro; possono essere impiegati in presenza di bruciatori ad aria o da soli.
AIR LIQUIDE ha sviluppato I bruciatori ALGLASS™ per queste applicazioni. Air Liquide ha sviluppato inoltre programma di calcolo ATHENA™, in grado di modellizzare processi estremamente complessi quali la combustione in ambiente confinato, interagente con un prodotto che si riscalda e contemporaneamente sviluppa una reazione chimica: classica applicazione la modellizzazione dei forni per vetro.
Campi di applicazione
L’ossicombustione è impiegata in particolare per:
• Produzione di vetro, specialmente quello che richiede elevata temperatura di fusione (P. es. borosilicato); le recenti normative ambientalistiche (Riduzione di emissioni di CO2 ed NOx in particolare) rendono questa tecnologia più interessante anche per vetri prodotti a temperatura più bassa (vetri per bottiglie e contenitori in genere, vetri per casalinghi, vetro piano). Quando i rigenarotori dei forni perdono di efficienza, l’ossigeno permette di mantenere la produzione a parità di portata dei fumi.
• Produzione di fritte (intermedio nella produzione di piastrelle): la produzione avviene in piccoli forni e le emissioni sono spesso corrosive, per cui non è possibile pre-riscaldare l’aria di combustione: l’ossicombustione riduce il volume dei fumi da trattare e permette un sensibile risparmio di combustibile.
• Produzione di cemento: l’ossicombustione parziale (boosting) permette di aumentare la produzione del forno rotativo; il processo di produzione del cemento è molto efficiente dal punto di vista termico, per cui l’ossigeno è vantaggioso solamente per cementi particolarmente pregiati (cemento bianco) e nel caso sia necessario aumentare la produzione oltre la potenzialità del forno.
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