Macinazione nella Chimica  [ Torna indietro  Criogenia Industriale  ]

E’ l’operazione attraverso cui si riducono le dimensioni di un prodotto solido. I metodi di macinazione comunemente usati sono: compressione, urto, attrito.

Durante la macinazione l’energia impiegata si trasforma in calore dando luogo ad un consistente innalzamento della temperatura all’interno del mulino. Ciò può comportare la fusione e la successiva agglomerazione delle particelle macinate dando luogo ad un prodotto finale di dimensioni e caratteristiche chimico - fisiche differenti da quelle volute.

L’impiego di azoto liquido durante la macinazione consente di:

  • garantire la termoregolazione dell’intera fase di lavoro.
  • proteggere i prodotti sensibili alla temperatura e all’ossidazione.
  • ottenere un prodotto a granulometria costante nel tempo.
  • aumentare sensibilmente la produzione oraria mantenendola costante qualunque siano le condizioni climatiche.
  • di ottenere granulometrie più fini e più omogenee.
  • di risparmiare energia grazie all’infragilimento dei prodotti da macinare.
  • di lavorare in condizioni di sicurezza eliminando i rischi di infiammabilità e di esplosione.

Air Liquide Italia propone 3 tecnologie:

  • la macinazione a temperatura controllata
  • la criomacinazione
  • la macinazione inertizzata

Macinazione a temperatura controllata

Operazione che si effettua su prodotti che si possono macinare a temperature positive, si applica soprattutto nel periodo estivo. L’azoto liquido viene iniettato direttamente nel mulino per permetterne la termoregolazione.

Criomacinazione

Operazione che si svolge a temperature che possono raggiungere i -140 °C. L’azoto liquido viene iniettato sia in tramoggia di carico, per infragilire il prodotto, sia nel mulino per abbassarne la temperatura. I consumi di Azoto liquido dipendono oltre che dalla natura del prodotto da macinare, dalla granulometria finale che si vuole ottenere.

Macinazione inertizzata

Durante la macinazione di prodotti chimici si producono polveri altamente infiammabili che possono essere innescate da una scintilla provocata dall’attrito o dall’energia elettrostatica. Minore è la granulometria richiesta e maggiore è il rischio. In particolare questo problema si pone durante la Micronizzazione. Operazione che consente di ottenere gradi di finezza dell’ordine di pochi micron sfruttando l’azione di un fluido vettore ad alta velocità che può essere:

  • aria ad alta pressione
  • vapore surriscaldato

L’inertizzazione dei micronizzatori e più in generale dei mulini, mediante l’iniezione di azoto, consente di lavorare in sicurezza riducendo la percentuale di ossigeno al di sotto del limite di esplosività del prodotto e di eliminare il rischio di ossidazione.