La pressurizzazione dei contenitori alimentari è eseguita in funzione del tipo di imballaggio finale.
Nel caso di bottiglie in PET/PVC la tecnologia si basa sul principio che l’azoto gassoso in condizioni di sovrasaturazione in un liquido non desorbe istantaneamente una volta che la pressione ritorna a quella atmosferica.
Il desorbimento avviene in un tempo tale da consentire la tappatura della bottiglia creando così al suo interno una leggera sovrapressione.
Vantaggi: Le bottiglie che hanno subito questo trattamento hanno una maggiore resistenza meccanica.
Ne deriva:
Materiali: la linea di imbottigliamento deve essere predisposta con un saturatore di CO2.
E’ possibile utilizzare le linee di alimentazione CO2 per iniettare l’azoto. I punti di iniezione dell’azoto sono due:
Consumi:
Nel caso di lattine in alluminio (es. tè, bevande non gasate) l’applicazione di pressurizzazione degli imballaggi consiste nel posizionare una goccia di Aligal Drink 1 nella lattina prima della graffatura. L’azoto passa dalla fase liquida alla fase gassosa conferendo rigidità alla confezione.
Materiali: Nitrodose Vacuum Barrier System (Droppel).
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