Controllo pH con diossido di carbonio  [ Torna indietro  Trattamento Acque  ]

Il controllo della concentrazione di sostanze acide e alcaline è un’operazione fondamentale per il processo di depurazione.

Sia in sede di progettazione che durante la gestione di un impianto di trattamento acque reflue, il controllo della concentrazione di sostanze acide e alcaline, in altri termini del valore del pH, è un’operazione di importanza fondamentale per tutto il processo di depurazione.
La necessità di tener conto in modo prioritario di tale caratteristica chimica deriva da una serie di esigenze che si possono riassumere nei punti seguenti:
 
  • Esigenza di tipo ambientale e rispetto della vigente legislazione in materia di tutela ambientale dei corpi idrici, che impone i limiti in cui devono rientrare determinati parametri analitici caratterizzanti le acque reflue.
  • Esigenze del processo di depurazione, sia esso di tipo chimico-fisico che biologico; in fasi come la disoleazione, la flocculazione, la depurazione biologica ecc., possono essere richiesti valori definiti di pH.
  • Esigenze di tipo impiantistico, relative cioè alle caratteristiche di resistenza dei materiali di costruzione degli impianti di canalizzazione a soluzioni acquose acide o basiche.
  • L’anidride carbonica, non comporta problemi di corrosione, sversamenti ecc.
  • Il pH minimo raggiungibile con l’anidride carbonica anche se dosata in eccesso è di circa 6 non sono possibili fenomeni di superacidificazione, che invece potrebbero verificarsi con l’uso di acidi forti.

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